FISIOKINESITERAPIA ALESSANDRO FALCIONI

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Osteopatia

Che cos’è l’OsteopatiaL’osteopatia è un metodo terapeutico globale, concepito alla fine del XIX° secolo dal medico americano A. Taylor Still. L’osteopatia utilizza le mani come strumento di valutazione e trattamento. Ha la finalità di consentire il recupero del corretto riallineamento e la giusta mobilità delle strutture che compongono il corpo umano, al fine di migliorarne la funzionalità. In Italia l’Osteopatia rientra fra le Medicine non Convenzionali.

L’OsteopataAvvalendosi delle attuali conoscenze medico – scientifiche, l’osteopata utilizza il concetto cardine dell’unità fondamentale fra struttura e funzione (anatomia e fisiologia) nell’individuo. L’osteopata è un professionista in grado di valutare e ripristinare la funzionalità dei diversi distretti corporei; ricerca la causa e non i sintomi, cura la persona non la malattia, la quale è competenza del medico. L’osteopata, attraverso specifici test non invasivi, analizza la mobilità delle strutture ossee, articolari, viscerali, fasciali e cranio – sacrali. Individua le aree in disfunzione e con piccoli aggiustamenti stimola la naturale tendenza del corpo verso il riequilibrio funzionale.

TERAPIA MANUALE

In questi anni di studio della terapia manuale prima e dell’osteopatia poi, le loro basi fisiologiche e anatomiche e la diretta applicazione nella pratica quotidiana, mi hanno convinto che il corpo umano può essere aiutato, nel suo movimento, attraverso il diretto ausilio delle tecniche manuali; qui risiede il ruolo fondamentale del fisioterapista nella società odierna.

Conoscere a fondo l’anatomia, lo studio delle dinamiche degli organi e le loro connessioni, i micro movimenti che garantiscono la fluidità e l’armonia del gesto, sono elementi imprescindibili della conoscenza necessaria per il fisioterapista moderno.

Laddove manca il movimento comincia la disfunzione, dove persiste la disfunzione subentra la patologia organica e la degenerazione; questi principi erano noti fin dall’antichità e tutti gli autori delle moderne tecniche hanno preso spunto e riferimento dagli studi dei testi antichi orientali, adattandoli alle continue scoperte della moderna fisiologia.

Noi fisioterapisti possiamo muovere il corpo del paziente in tanti modi e riabilitarlo alle sue funzioni o comunque riadattarlo, in relazione allo stato di conservazione dei tessuti; tra i tanti modi, la terapia manuale è quella che più si addice allo scopo. Muovere un’articolazione significa impegnare una serie di organi e tessuti, che possono produrre effetti anche “a distanza” all’interno del corpo, con modificazioni che interessano anche la sfera emotiva del soggetto.

Come muovere, quando muovere e cosa muovere nel soggetto sono gli interrogativi che si deve porre il fisioterapista quando si trova di fronte un paziente; fondamentale diventa quindi la valutazione e l’anamnesi (il racconto) del soggetto per capire l’origine del problema. Tanto più il fisioterapista sarà in grado di effettuare una valutazione corretta e “leggere” i segnali che derivano dal corpo del paziente, quanto più sarà in grado di applicare con efficacia le tecniche manuali necessarie al ripristino di una funzione organica.

Ogni tessuto umano ha bisogno di una sua tecnica per essere mobilizzato, da qui la distinzione dei differenti trattamenti manuali che caratterizzano i capitoli del libro: comprendere cosa possiamo fare, riconoscere i limiti applicativi delle metodiche, conoscere le tecniche per i vari tessuti, rappresenta un iter fondamentale per un corretto trattamento delle disfunzioni organiche e patologiche che si presentano all’osservazione del fisioterapista.

C’è un termine molto in uso in fisioterapia che racchiude in sé il segreto del corretto approccio al paziente: sinergia. In anatomia ogni muscolo ha la sua funzione, non esiste un doppione, ed in ogni muscolo esistono diverse funzioni, tali da consentire diverse “sinergie” durante il movimento: credere che un singolo movimento possa rieducare un singolo muscolo è uno dei tanti errori in cui può incorrere il fisioterapista inesperto.

Da molto ormai sappiamo che gli studi sull’azione muscolare hanno dimostrato che un muscolo non esercita una trazione completa sul segmento che mobilizza; un muscolo associa ad un’azione primaria, un parametro secondario di rotazione interna, così come un altro un’abduzione alla sua funzione di estensore.

Come afferma M. Bienfait: “ Tutti i nostri gesti sono delle sinergie ed un muscolo controlla il parametro secondario dell’altro; questo permette ogni armonia dei movimenti nello spazio. Esistono delle sinergie dinamiche e delle sinergie toniche”.

Partendo da questo principio possiamo comprendere come il movimento terapeutico rappresenta un momento fondamentale nel ripristino delle funzioni e che senza la conoscenza approfondita dei meccanismi di attivazione delle catene cinetiche, rischiamo di non raggiungere l’obiettivo terapeutico.

Tutte queste riflessioni sono il frutto anch’esse di una “sinergia” tra il mio lavoro quotidiano, i miei inevitabili errori, le congetture e il confronto con i colleghi e gli stessi allievi che in questi anni hanno avuto la pazienza e la voglia di ascoltare le mie lezioni.

 

Alessandro Falcioni

 

 

Massaggio Terapeutico

La fisiologia del massaggio è la scienza che studia gli effetti del massaggio sul corpo umano.

Come categoria di scienze possiamo annoverarla fra quelle non di base e per questo motivo deve prendere i principi fondamentali dalle altre per osservarne le interazioni nel campo di pertinenza.

Il massaggio è un insieme di manovre effettuate con le mani sull’organismo vivente o su parti di esso, al fine di produrre delle modificazioni, generali o locali, in fase preventiva o terapeutica, intese ad ottenere:

a)  uno stato generale di benessere (eventualmente in associazione con attività fisica, sauna, ecc.);

b) un più favorevole decorso di lesioni traumatiche o di forme patologiche;

c)  un miglioramento estetico;

d) un miglioramento della prestazione e un più rapido recupero funzionale in ambito sportivo.

Diversi sono pertanto i campi di applicazione della massoterapia; essi dipendono dal fine preposto e possono essere così suddivisi: igienico, terapeutico, estetico e sportivo.

I meccanismi d’azione attraverso i quali agisce il massaggio sono due: l’azione diretta e quella indiretta.

L’azione diretta è quella che influenza direttamente le parti trattate interessando con le vie circolatorie la cute ed i suoi annessi, i muscoli e le articolazioni.

L’azione diretta produce un effetto immediato. Le principali azioni dirette del massaggio sono: Termica, Cenestetica, Drenante.

L’azione termica è determinata dall’attrito sulla cute causato dal movimento delle mani, oltre allo scivolamento dei vari piani cutanei e sottocutanei sulla muscolatura.

L’azione cenestetica è dovuta alle sensazioni che il massaggio provoca sulla pelle. L’azione drenante è il risultato della pressione sui vasi sanguigni. L’azione indiretta si esplica con meccanismo neuroriflesso e umorale. L’azione indiretta ha un effetto mediato. Molte di queste azioni dipendono dal Sistema Nervoso Centrale (SNC) e dal periferico (SNP); altre dipendono dal sistema vascolare, nonché dal sistema endocrino. Il massaggio è un insieme di manovre coordinate tra loro; vediamo come sono suddivise.

Esistono due manovre superficiali, in quanto interessano le regioni più esterne dell’organismo e non producono modificazioni in profondità; esse sono: lo sfioramento e la frizione. Le manovre che, invece interessano anche gli strati più profondi sono tre: l’impastamento, la percussione e la vibrazione. In totale abbiamo cinque manovre che si alternano tra loro e che danno vita al massaggio manuale classico.

A seconda delle regioni da trattare esso si divide in: massaggio segmentario o parziale e massaggio generale.

A seconda dell’azione terapeutica avremo: un’azione antalgica e decontratturante, un’azione stimolante, un’azione epuratrice ed una trofica.

Analizziamo ora più specificatamente i meccanismi d’azione, diretti ed indiretti, del massaggio sui tessuti interessati.

Sulla cute determina un effetto diretto antalgico poiché interessa i recettori sensitivi; stimola la secrezione delle ghiandole sebacee e sudorifere; facilita la traspirazione cutanea asportando, con l’azione meccanica delle mani, le cellule più vecchie dello strato corneo della pelle; dilata i capillari ed aumenta il numero di capillari che passano da uno stato di inattività ad uno stato di funzione attiva, migliorando così il trofismo; libera sostanze come l’istamina e l’acetilcotina; aumenta la temperatura locale; esercita effetti riflessi a distanza (cutaneo-viscerali).

Sui muscoli il massaggio determina i suoi effetti influenzando la circolazione e il tono muscolare.

Il miglioramento della circolazione produce:

• miglioramento del trofismo muscolare per afflusso maggiore di glicogeno;

• un più rapido deflusso delle sostanze di rifiuto derivanti dal metabolismo;

• un più rapido assorbimento dei depositi post-traumatici;

• risoluzione delle nodosità e degli esiti cicatriziali.

In riferimento al tono muscolare, il massaggio ha effetto risolutivo:

• in presenza di contrattura antalgica, che viene alleviata dalle manovre superficiali: sfioramento e frizione;

• in presenza del deficit del tono muscolare che viene incrementato dalle manovre profonde: impastamento, percussione e vibrazione.

Sulle articolazioni il massaggio agisce sia nei tessuti periarticolari, sia nella cavità articolare stessa, regolarizzando la quantità di liquidi fisiologici presenti e migliorando la capacità reattiva agli stimoli propriocettivi.

Negli esiti post-traumatici delle articolazioni, il massaggio assume un ruolo determinante insieme alla chinesiterapia per la riabilitazione funzionale, in quanto aiuta a far riassorbire i versamenti interni, ed inoltre elimina le formazioni fibrose riparative e gli esiti cicatriziali peritendinei e in prossimità dei legamenti, ridonando l’elasticità ai tessuti lesi.

L’efficacia del massaggio nei riguardi dell’assorbimento articolare venne dimostrata nel 1876 da Von  Mosengeil.

Egli iniettò dell’inchiostro di china nelle articolazioni delle ginocchia di un coniglio e massaggiò un arto solamente. Dopo aver eseguito il massaggio riscontrò che il liquido era stato quasi tutto riassorbito dai vasi linfatici fino ai gangli inguinali, mentre l’arto non massaggiato conservava l’inchiostro di china nell’articolazione.

L’azione indiretta si esplica, attraverso il Sistema Nervoso Vegetativo (S.N.V.), sia localmente sulla parte trattata, sia sull’organismo in generale, interessando le funzioni principali, quali: la circolazione sanguigna, il ricambio metabolico, la psiche.

Il massaggio agisce sulle vene agevolando il deflusso, favorendo quindi la risoluzione di congestioni e stasi. C’è una contraddizione apparente da chiarire: potrebbe sembrare che il massaggio effettuato in senso centripeto agevoli il circolo venoso ma contrasti quello arterioso. La risposta al quesito risiede nel fatto che le arterie, al contrario delle vene, sono dotate di capacità contrattile, e questa proprietà consente loro di vincere la resistenza meccanica creata dal massaggio.

In questa loro azione sono aiutate inoltre da una altro fattore: esse sono situate più in profondità rispetto alle vene, quindi la pressione esercitata dal massaggio è minore rispetto alla superficie.

Tutto questo fa sì che la forza di spinta, impressa dal gettito cardiaco, resti inalterata, mentre il massaggio diminuendo la pressione venosa, e favorendo il circolo di ritorno, attenua lo stato congestizio nella parte massaggiata.

Migliorare il circolo venoso significa inoltre favorire il riassorbimento di prodotti metabolici e di trasudati.

Possiamo quindi comprendere come il massaggio prima immetta i prodotti metabolici e i trasudati nel circolo venoso e linfatico, successivamente ne faciliti l’assorbimento agendo da propulsore meccanico sul circolo sanguigno stesso.

L’azione del massaggio sulla circolazione del sangue e su quella linfatica determina un miglioramento delle funzioni generali dell’organismo.

Gli effetti del massaggio sui fenomeni del ricambio sono dovuti alla accelerazione dell’attività cellulare, dimostrata dalla presenza di azoto in quantità superiore nelle urine dopo il massaggio.

A proposito della secrezione urinaria (diuresi) possiamo dire che essa viene notevolmente stimolata nel soggetto sia con il massaggio generale, per la quantità di liquidi spremuti, sia con il massaggio localizzato nella regione renale per stimolazione quindi, diretta.

Non va trascurata l’importanza del massaggio sui fenomeni psichici del soggetto trattato.

Esso può avere un’azione sedativa sui soggetti ansiosi ed un’azione stimolante sui soggetti psichicamente depressi.

Ma sull’aspetto psicologico ci sarebbe molto da dire, in quanto il massaggio è anche un momento di correlazione tra due individui, e quindi oltre all’azione fisiologica subentra anche un’azione  psicologica da parte del Fisioterapista.

INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI DEL MASSAGGIO

Il massaggio igienico a scopo eutrofico, è indicato nei soggetti sani. Sono ormai molte le persone che si sottopongono settimanalmente a sedute di massaggio generale allo scopo di mantenere uno stato eutrofico del proprio corpo, associando ad essa alcuni semplici esercizi ginnici di preparazione generale.

Per quanto concerne il massaggio parziale, esso è relativo soprattutto alla schiena, sede di elezione dei problemi artrosici e da vizi di posizione. Sottoporsi a cicli di massoterapia due, tre volte l’anno a scopo preventivo, per cautelarsi contro i disturbi dei cambiamenti di stagione, sta diventando una sana abitudine di molte persone. Ma la massoterapia è particolarmente indicata nella cura dei postumi di: fratture, distorsioni, lussazioni, strappi, contusioni ecc..

Importante è l’azione ausiliaria del massaggio in ambito estetico  (pannicolite, obesità, ecc.).

Il massaggio sportivo è determinante, spesse volte, quale valido ausilio per preparare l’atleta ad una gara, e per il recupero della migliore condizione fisica, specialmente quando non c’è molto tempo tra un impegno agonistico e l’altro.

Quando si tratta di curare patologie in atto, o loro esiti, il massaggio deve essere eseguito dietro indicazione del medico, su una base di collaborazione e stima reciproca.

Devono essere tenute presenti, oltre alle indicazioni, le controindicazioni. Queste ultime possono essere così suddivise: controindicazioni generali e controindicazioni locali.

Vi può essere innanzitutto una controindicazione di carattere generale dipendente da ipersensibilità o intolleranza da parte del soggetto.

Le controindicazioni generali riguardano più spesso stati patologici e processi infiammatori quali: stati febbrili, cardiopatie gravi, tromboflebiti, artriti in fase acuta, tumori, ascessi, foruncolosi, neuriti, osteomieliti, malattie del sangue e dei capillari, malattie ginecologiche in fase acuta, ecc..

La controindicazione del massaggio in questi casi è relativa al fatto che esso agisce attraverso la circolazione del sangue e linfatica, accelerando il metabolismo e smuovendo i ristagni di sangue e linfa immettendoli quindi nel circolo generale. In presenza di stati infiammatori o processi infettivi, il ristagno locale di sangue e linfa riveste il ruolo di una difesa organica in quanto quella zona è carica di germi patogeni creando la possibilità di setticemia.

In caso di tromboflebite potrebbero essere mobilizzati trombi, con conseguenze disastrose (embolia polmonare).

In caso di patologie interne gravi o in fase acuta, i meccanismi riflessi potrebbero interferire in modo spiacevole.

Altro grande gruppo di patologie che controindicano il massaggio sono le affezioni cutanee batteriche o micotiche, in quanto il fisioterapista può infettarsi e a sua volta trasmettere l’infezione ad altri soggetti.

Il massaggio è controindicato anche nei traumi recenti, rappresentati da: ferite, fratture, lussazioni, distorsioni, strappi, ecc..

Tutti i traumi recenti hanno bisogno di un determinato periodo di riposo per cicatrizzare e per ripristinare le condizioni dei tessuti.

Se si massaggiasse in questo periodo di riparazione tessutale si determinerebbe una emorragia interstiziale dipendente da una situazione di vasodilatazione, con conseguente danno al processo riparativo di emostasi e cicatrizzazione.

Le controindicazioni locali riguardano la presenza di stati morbosi locali, quali ferite non rimarginate o alla presenza di nei (in questo caso per massaggiare la regione circostante è sufficiente applicarvi un cerotto), oltre alle zone del corpo umano interdette per la presenza di ghiandole linfatiche e vasi sanguigni.

Le zone interdette al massaggio del corpo umano sono: il cavo popliteo, il cavo ascellare, il Triangolo di Scarpa (regione inguinale), i capezzoli. La controindicazione in verità è relativa alle manovre pesanti, ma delle mani esperte sanno come trattare anche queste regioni.

Del resto esiste una particolare tecnica di massaggio, il drenaggio linfatico che tratta in modo specifico le regioni ad alta densità di linfoghiandole quali appunto sono il cavo popliteo, l’ascellare, il Triangolo di Scarpa e la regione sub-mentoniera.

Osteopatia

L’osteopatia è un metodo terapeutico globale, concepito alla fine del XIX° secolo dal medico americano A. Taylor Still. L’osteopatia utilizza le mani come strumento di ... ______________________________________

Riabilitazione Sportiva

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Chinesiterapia

Tecniche di riequilibrio posturale, Mobilizzazioni articolari, Mobilizzazioni ad alta velocità, Stretching attivo assistito, Stretching passivo. ______________________________________

Tecniche Manuali

Massaggio terapeutico, Terapia Manuale, Osteopatia, Mobilizzazione articolare passiva, Terapia Cranio – sacrale, Linfodrenaggio, Tecniche fasciali. ______________________________________

Terapia Fisica Strumentale

Tecarterapia, Laser terapia, Ultrasuoni, Magnetoterapia, Ipertermia, Pressoterapia, TENS, Ionoforesi, Correnti di stimolazione, Correnti antalgiche. ______________________________________

ATM

Articolazione Temporo Mandibolare ______________________________________

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